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Cinghiali, piano triennale di selezione

Ma anche per il daino previsti abbattimenti programmati
Presto il Parco di Porto Conte formerà cacciatori per le catture e i censimenti

ALGHERO. Dopo la pausa estiva riprende nell´area del Parco regionale di Porto Conte l´attività di controllo dei cinghiali per evitare danni agli ecosistemi, alle colture e pericoli per la sicurezza stradale. Tante le novità messe a punto dal gruppo di lavoro coordinato dall´Ente Parco di Porto Conte e che vede coinvolti tutti gli altri enti competenti in materia: Provincia di Sassari, Corpo Forestale, Ente Foreste della Sardegna, servizi veterinari dell´Asl 1, Istituto Zooprofilattico e naturalmente la supervisione dell´assessorato regionale per la Difesa dell´ambiente e la consulenza scientifica del Dipartimento di Zoologia dell´Università di Sassari. Innanzitutto la programmazione triennale del Piano di controllo, già approvato dall´Ispra. Non si agirà dunque di anno in anno, ma ci sarà una programmazione triennale che consentirà una maggiore efficacia degli interventi di riduzione e controllo. Tra le novità messe a punto, oltre la consueta azione di catture con le gabbie nelle zone più sensibili, ci sarà l´azione coordinata dei coadiutori della fauna selvatica.In sostanza cacciatori appositamente formati e qualificati per svolgere interventi di prelievo selettivo in specifiche aree e sotto la sorveglianza del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale. A breve saranno attivati tre specifici corsi di formazione. «Stiamo concludendo le procedure amministrative - spiega il direttore del Parco di Porto Conte Vittorio Gazale - quindi partiranno i corsi che qualificheranno queste figure peraltro presenti in tutti i parchi e che ci affiancheranno nella gestione della fauna.Si chiameranno coadiutori e non più cacciatori. Un ruolo di grande responsabilità e che non si limiterà alle sole azioni di prelievo venatorio, ma anche di supporto ai censimenti e controlli anche di altre specie animali in squilibrio». Inoltre, grazie al supporto scientifico e sanitario dei veterinari, dei biologi dell´Istituto Zooprofilattico della Sardegna e degli zoologi dell´Università verranno svolte analisi sui capi abbattuti oltre che genetiche per valutare gli indici di ibridazione della popolazione delcinghiale di Porto Conte. Da segnalare che i dati della Regione e della Provincia evidenziano l´efficacia dell´azione di riduzione adottata in questi ultimi tre anni con una sensibile riduzione nell´area di Porto Conte degli incidenti stradali specialmente nel periodo estivo e anche minori danni alle colture. Il gruppo di lavoro sta inoltre lavorando per una gestione ottimale anche di un´altra specie animale cresciuta in modo sensibile: cioé quella del daino, introdotto nel 1972 con tre esemplari ed oggi con oltre 200 individui censiti. «A breve proporremmo alla Regione una bozza di piano di controllo del daino - conclude Gazale - E´ necessario ridurre al minimo l´invasività di tali animali che sempre più frequentemente si introducono nelle zone coltivate. Il nostro obbiettivo è quello di riequilibrare i rapporti tra le diverse specie e conseguentemente ridurre ogni eventuale disagio alle comunità circostanti».

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