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Incendio a Sant´Imbenia, nuova pesante ferita inferta nel complesso sistema di habitat della Baia di Porto Conte

rogo-mugoniNuova pesante ferita sul patrimonio ambientale della baia di Porto Conte. L´esteso incendio in località San´Imbenia a pochi passi dalla spiaggia di Mugoni devasta un area già abbondantemente violata dal degrado dei campeggi abusivi chiusi da tempo. I vertici del Parco naturale regionale di Porto Conte annunciano immediate verifiche sullo stato degli habitat e delle specie prioritarie che insistono in quella che era in origine un´area umida. "Ci costituiremo ovviamente parte lesa-chiosa il presidente del Parco di Porto Conte- ma quello che è importante ora è capire chi si occuperà delle bonifiche di un luogo dal prezioso valore naturale in termini di biodiversità e che rischia veramente di scomparire."

Hanno atteso lo spegnimento del rogo fin dalle prime ore del mattino con evidente rabbia negli occhi, ma già pensando a cosa fare dopo per stimare i danni ad habitat e specie prioritarie presenti nell´area devastata dal fuoco. Vittorio Gazale e Antonio Farris rispettivamente direttore e presidente del Parco naturale regionale di Porto Conte rappresentano la parte più lesa dell´immane incendio avvenuto in località Sant´Imbenia a pochi passi dalla meravigliosa spiaggia di Mugoni, non foss´altro per il fatto che rappresentano quell´istituzione che da sedici anni si occupa di tutelare il complesso sistema di ecosistemi e habitat di quella che è la prima area protetta regionale. "Per la verità si è trattato di una nuova e pesante ferita inferta su un territorio già pesantemente violato-chiosa il presidente del Parco di Porto Conte Antonio Farris- la zona infatti, da tempo si trova in una situazione di enorme degrado per via della presenza di campeggi dichiarati abusivi e sigillati dalla Procura della Repubblica. Una chiusura alla quale però per ovvie ragioni legate ai tempi della burocrazia e della giustizia, non è seguita un adeguata bonifica dei luoghi o quanto meno una guardiania e manutenzione. Ed un epilogo così noi ce lo aspettavamo prima o poi. In più di un tavolo tecnico abbiamo segnalato la necessità di provvedere con la bonifica dei luoghi, ma essendo un area sotto sequestro gli interventi sono stati fino ad oggi molto modesti e non hanno interessato soprattutto tutto ciò che era facilmente infiammabile come roulotte e baracche. Ora non ci resta che organizzare nuove riunioni per capire chi si occuperà ora del ripristino dei luoghi." L´area era in origine un complesso sistema umido e basta girarci un pò intorno per rendersi conto dalla vegetazione e dalla presenza di determinate specie di uccelli che li esiste tanta acqua che storicamente veniva drenata a mare da un articolato sistema di canali. Poi negli anni la presenza dell´uomo è stata sempre più massiccia e per certi poco rispettosa delle risorse ed oggi rimane veramente poco di quello scrigno di biodiversità. "Dopo questo ennesimo attacco sarà dura capire quanto gli habitat riusciranno a recuperare e quale potrà essere la loro reversibilità-evidenzia il direttore del Parco Vittorio Gazale - quello che faremo è senz´altro commissionare subito uno studio per valutare il grado di danno inferto alle specie in particolar modo quelle vegetali e prioritarie per la biodiversità. Dopodiché cercheremo di concerto con il Comune di sollecitare la magistratura affinchè il contenzioso giudiziario possa subire un accelerazione proprio in virtù dei rischi per l´ambiente. Oltre al Parco infatti, sulla zona è presente un sito di importanza comunitaria e un oasi di protezione faunistica."

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